Diana ascolta i genitori raccontare antiche
storie davanti al fuoco in compagnia dei suoi vicini. Immersa in una natura
amica, profondamente conosciuta e vissuta in un rapporto di completa fiducia
e partecipazione, ama rotolarsi nei campi e passeggiare con la sua cavallina.
In una notte stellata e senza luna, un’ombra stregata come un vento
gelido le trapassa il corpo a congelarle la punta dei capelli. Quest’esperienza,
annunciata dalla storia narrata dalla madre nel I° capitolo, segna
la fine della sua infanzia, la fine dell’incanto della natura per
condurla, di lacerazione in lacerazione, verso un’adolescenza difficile
e misteriosa.
Niente e nessuno riesce a togliere dalla sua anima poetica lo stupore
di riuscire comunque ad affrontare il futuro che l’aspetta. La “soluzione”
del mistero è infatti nella storia che le racconta il padre nel
V° capitolo, e nella “visione del cavaliere luminoso”
che conclude il racconto.
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